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La Setta dei Poeti Estinti - Dead Poets Society

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. La poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.

Amarilli

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Ma anche a me li hanno consigliati...

Il Coraggio di una firma?!?

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riccardowrote:
Ciao Viola!
Hai proprio ragione...entrambi abbiamo fatto lo stesso INCONTRO!
Spero che sia l'occasione di incontrarci su msn. A presto, Riccardo.
 
Aug. 7
Carinissimo space. Spero non ti dispiaccia, ma ho preso il materiale riguardante Whitman e "L'attimo Fuggente" per un camposcuola per preadolescenti. Un saluto. Se vuoi passa dal mio blog: è un po' meno serio, ma tant'è!
Apr. 24
complimenti per il blog, è davvero bello!
anche io ho la passione per la lettura e la scrittura(soprattutto per le poesie^_^)
ancora complimenti.
ti lascio un saluto
ciao ciao
Apr. 20

Semplicemente unico...bellissimo blog!! =)

                                          *Carpe diem*       ....VeRoNiCa =))

Apr. 13
Robertawrote:
bellissssssssimo space!!
tornerò sicuramente A bocca aperta
Roby.
Jan. 8
(nessun nome) wrote:
Detto, fatto.
Interessante.
Animoticon
Sept. 10
Gold Wolfwrote:
Gironzolavo per il web ed eccomi qui..bello il tuo Blog..Sorriso
July 25
E io sono il secondo, siamo 2  Micheli  :-)  
July 6
Michelewrote:
Viola ?
Ciao ! Sono il primo a firmarmi nel guestbook, spero il primo di una lunga serie !
May 6
August 29

Estate 2008 On the Road!

Da quello che avete potuto vedere dalle foto pubblicate da poco, quest'estate è stato tutto un girellare qua e là. Ci sono stati vari eventi che hanno portato a queste vacanze frammentarie, uno tra tutti la preparazione della mia Tesi, iniziata proprio nel mese di Agosto. Nelle mie previsioni c'era un'altra estate: io a casa a fare la Tesi e i miei a Viareggio in vacanza, così casa vuota, tranquillità e studio! Invece il destino ha voluto che a casa ci stessero i miei, a causa di varie vicessitudini che hanno portato all'ingessatura di due gambe, rispettivamente di mia sorella e del mio babbo. Così, in cerca di tranquillità, e dopo 10 giorni passati a fare la badante nel caos familiare, sono scappata a Viareggio, libri sottobraccio e Mac Book gentilmente offerto dalla ditta GP. Compreso nell'offerta del Mac, per fortuna, c'era anche l'assistenza completa durante i 4 giorni, assistenza che non si è limitata alla consulenza tecnologica, ma che si è anche preoccupata del cibo, della spesa, e cosa fondamentale e veramente impegnativa... la SVEGLIA!!! Perchè svegliarmi non è affatto facile, come disse un mio amico, "dormire è il mio ideale"... Comunque è andata, in quattro giorni ho scritto tanto, sono riuscita a riposarmi, andando sul mare a ore inconsuete (da anziani) tipo alle 5 del pomeriggio... Poi la Versilia, per quanto abbia in precedenza su questo blog, lodato io le isole, è un po' per me una seconda patria, dato che ci vado ormai da tutta la vita e appena arrivo scatta in me qualcosa, e inizio a parlare in un'altra lingua... Viareggino, Dèlafia!!! Tutto è andato per il meglio, ma siamo dovutti tornare e allora... Via! Di nuovo a Firenze, una settimana di pendolarismo Fibbiana-Novoli-Via Cocchi, dove praticamnte s'era stabilita una facoltà alternativa di raccattati che c'avevano da studiare e che si davano una mano. E tra studio, risate, cenette (e Pes08), una settimana se n'è andata, per riportarmi al mare, stavolta a Torre Mozza... Un piccolo Paradiso, (che non vi spiego dov'è, tanto lo trovate da soli) dove però mi sono presa una bella mazzata di sole (foto censurate da me). La sera poi siamo andati a cena dalla famiglia Pastore, a Marina di Bibbona. Risultato? Siamo risaliti in macchina alle 00.30... Mi sono addormentata e svegliata a Empoli, e le ultime parole famose sono state "Tanto io non dormo mai in macchina"!!! Per finire, il 28 me ne sono andata di nuovo a Viareggio, per accompagnare mia Nonna... Insomma, questa estate la mia Yaris ne ha macinati di chilometri... (si è anche macinata Firenze-Mazzin di Fassa e ritorno, e Firenze -Canazei e ritorno... Per la conta finale dell'estate...Grande YaYa!!!)

E le vostre, di vacanze???

July 22

Elba 2008: il paradiso della ciambella. D'OH!!!

 

Visto il successo ottenuto lo scorso anno con l'alfabeto-guida della Sardegna, ripropongo la stessa forma per quest'anno, cambiando isola!

A: Arrivo: Previsto per venerdì 4 prima di cena, con traghetto prenotato per le 18.30. Previsto... Perchè alla fine abbiam dovuto prendere quello delle 21.10! Causa: incidente a Piombino che ha bloccato il traffico in entrata al porto.

B: Bagnai: Coloro che ci hanno ospitati. Antonietta, zia di GP, e Daniele, fibbianese DOC, oltre a un altro personaggio che conoscerete alla prossima lettera... Loro in bungalow, noi in tenda.

C: Ciambelle: Rito ormai consolidato, le ciambelle del Panelba sono la prima colazone di un Elbano! Da non perdere! (Avvertenze: A seconda della quantità e della frequenza con cui si mangiano le ciambelle all'Elba si rischia di tornate un po' simpsonizzati; consumare con moderazione).

Carlita: il tornado della famiglia Bagnai, con la quale ci siamo divertiti all'infinito!

Cristiano: la parte "seria" (così si definisce lui) della coppia di sposini Lorenza-Cristiano. Con la scusa di lavorare sabato mattina, ci siamo fatti un bel week-end.

D: Dormire: Il primo giorno è stato una tragedia: il materassino non aveva il tappo di chiusura!!! Ci siamo un po' arrangiati, ma GP ha dovuto dormire praticamente per terra... L'organizzazione!!!

E: Elba. Ormai siamo degli "Aficionados" dell'Isola.

F: Freccia dell'Elba: il treno che parte da Piombino e arriva fino a Firenze. Unico problema: è un treno, quindi è gestito dalla Ferrovie dello Stato. La lentezza è indescrivibile... Di positivo c'è che per una buona parte si viaggia vicino al mare, verso l'ora del tramonto è bellissimo!!!

G: Gommone. Quest'anno c'è mancato, anche perchè dovevamo starci solo 3 giorni. Ma se andate all'Elba, consigliabile, PER CHI LO SA GUIDARE, perchè ci sono tante belle spiaggie raggiungibili solo via mare.

H: Hotel. Solo uno potrebbe essere ai livelli di quelli dlla Costa Smeralda, "Cala di Mola": aggrappato a una collina, scende fino al mare terminando con una piscina stile O.C. Affascinante...

I: Isola. L'Elba è la maggiore delle isole dell'arcipelago toscano... Ma questo lo potete sapere anche da Wikipedia! Visto che oramai ho iniziato con le Isole, il prossimo anno proverò ad andare (finalmente) al Giglio...

L: Lorenza: la sposina più sfigata che conosco (vedi varicella a 10 giorni dal matrimonio). Grande amica!

Lacona Pineta: Campeggio immerso nel verde della pineta di cui il nome, tra bungalow, tende, camper e roulotte, sembra diventare un paese di campagna. I clienti si conoscono quasi tutti, e i gestori sono di una simpatia unica! Oltretutto a 2 passi dalla spiaggia...

M: Mare: Bellissimo, come sempre. Di notte mi ci è voluto un po' per abituarmi, ma poi il rumore delle onde mi è diventato conciliante per il sonno... Eccetto una mattina all'alba, in cui la mareggiata mi ha svegliata (ma io ho il sonno leggero!).

Mercatini: li ho cercati ovunque. I proverbiali mercatini dell'Elba sono introvabili. Mi sto organizzando per andare a "Chi l'ha visto?"

N: Nuotare: Dopo il corso di piscina di questa primavera, speravo di essere migliorata anche in mare, invece niente da fare! Preferisco il cloro al sale...

O: Olio: Superabbronzante protezione 2. Quello con cui ci siamo un po' ustionati... Ma vista l'invidia degli amici al ritorno, ne valeva la pena!

P: Piscina: Grande novità da 2 anni al campeggio. Sembra di stare in un villaggio vacanze dei caraibi. Idromassaggio da lessare!

Q: Quantità o qualità? Questo sembra chiedersi il turista all'Elba. Sembra che la politica dell'isola stia optando per la tranquillità e non per l'innovazione e il turismo. Sinceramente, forse perchè è luglio, c'era poca gente. E da quanto abbiamo capito, nessuno fa niente per riportare i vacanzieri, sopratutto i ragazzi più giovani ormai tacciati di casinisti. Dispiace vedere un paradiso così vuoto, ma se fosse pieno, sarebbe ancora un paradiso???

R: Ritorno: Dovevamo tornare lunedì, ma causa sciopero dei mezzi pubblici, traghetti compresi, abbiamo rimandato. Lo sciopero è durato fino a giovedì...

Ristorante: consiglio a chi volesse mangiare bene e spendere poco, il ristorante "La Lampara", a Capoliveri. Un antipasto, 4 primi e 3 fritture, (tutto di pesce, naturalmente) dolce, caffè e ammazzacaffè: abbiamo speso meno di 100 €, ma tanto meno!!!

S: Spiaggia o scogli? A voi la scelta. Io preferisco gli scogli, perchè la sabbia si appiccica e con l'olio superabbrozzante sembravo una patatina impanata pronta da friggere!

Sole: cioè che mi era mancato in Sardegna, perchè da sfigata avevo trovato un gran vento. A questo giro l'ho preso tutto io!!!

T: Traghetto: Le compagnie sono 2: Toremar e Moby, una pubblica e una privata. Noi si viaggia quasi sempre in Toremar per l'Elba, perchè in un'ora (da Piombino) si attraversa. Costa meno rispetto alla Moby, ma offre anche meno servizi per i bambini, cosa di cui ormai la Moby sembra aver fatto il suo punto di forza. Ma per un'ora...

Tenda: A parte l'intelaiatura, i picchetti l'ho messi tutti io!!! Memore poi dell'ultima vacanza in tenda e del temporale che mi spaventò a morte, ne ho messi una quantità esagerata...

U: Università: Per una settimana non ho messo piede in facoltà. In reltà i miei amici mi sono un po' mancati... I libri? Un po' meno...

V: Versilia: Sabato, non contenti, siamo scappati a Viareggio dai miei. La separazione dal mare è stata veramente dura... E per tornare alla polemica del "vuoto" elbano, devo dire che mi ha stupito vedere tanta gente, soprattutto, è vero, famiglie, ma la sera c'è un gran movimento di ragazzi. Rivalutazione del territorio e investimenti... Complimenti!!!

Z: Zia: mia Zia è venuta a prenderci in stazione. 85 anni e non sentirli...

July 01

Molière e Stendhal: la mancanza del padre

 

 

Cosa può unire due autori così diversi? Apparentemente, niente. Sono entrambi francesi ma appartengono a due secoli lontani, Molière teatrante del ‘600 mentre Stendhal ha avuto successo con i romanzi nel ‘800, due personalità diverse per la loro sensibilità, per la loro ideologia, ma simili nella loro appartenenza alla società dei rispettivi secoli.

Si tratta infatti di due autori solitari: Molière mette in scena l’ “originale” come figura teatrale e comica, sentendosi egli stesso trattato come tale; Stendhal narra del sentimentalmente distaccato dal mondo, cosa occorsa all’autore durante il suo “esilio” a Civitavecchia. Ma in questo caso non vogliamo parlare di argomenti già ampiamente trattati a proposito dei due autori, vogliamo semplicemente mettere in luce un parallelismo che lega i due non in qualcosa che c’è, ma in qualcosa che manca.

Studiando approfonditamente due testi su i due autori, rispettivamente Francesco Fiorentino, Il Ridicolo nel teatro di Molière[1], e Victor Brombert, Stendhal, Romanzo e temi della libertà[2], si nota la mancanza della figura paterna. Entrambi i saggisti infatti affrontando le opere degli autori paragonandole alla biografia, molto incidente nelle varie creazioni, parlano della figura paterna in termini di mancanza. Per Molière si tratta di un percorso che parte dalle prime opere, i cui la guida viene descritta come tirannica (L'École des maris) e ridicola in quanto possessiva (Molière crea il comico per eccesso di una particolarità). Scorrendo le varie pièces si nota come un percorso che questo personaggio affronta, passando dal Tartuffe ou l'Imposteur, in cui il padre di famiglia è incapace di rendersi conto del vero impostore arrivando a diseredare il figlio, al Dom Juan ou le Festin de pierre , in cui il ruolo del padre viene esplicitamente sminuito in scena dal figlio che lo raggira[3], fino alle ultime commedie, in cui si dichiara apertamente la “malattia” della guida, come ne Le Malade immaginaire e L'Avare ou l'École du mensonge. La differenza tra le pièces sta nella capacità di chi ruota intorno a queste figure di risollevarne le sorti, di aiutarli a ritrovare il proprio ruolo: nell’Ecole tocca al fratello[4], nel Dom Juan il padre è sostituito sarcasticamente da Sganarelle, nel Tartuffe il figlio stesso diviene guida, nelle commedie del cosiddetto “ultimo periodo” questo ruolo di “Rassonneur” viene attribuito a tutta la famiglia che cerca non solo di guarire dalla mania il malato ma anche di reintegrarlo nella società. C’è dunque una ricerca costante di una figura che guidi la famiglia-società che Molière identificava col Re (come si nota dal finale del Tartuffe[5]) che ha comunque sempre bisogno di essere aiutata ad affrontare il problema.

In Stendhal questa mancanza è forse più affettiva, ma sempre assente. Il protagonista di Le rouge et le noir, Julien Sorel, si dibatte in una società che non lo accetta, a suo avviso, per le sue modeste origini, esplicitando un rifiuto che è più suo che degli altri. Infatti egli non è accettato dalla sua famiglia, padre e fratelli compresi, che vedendo in lui delle capacità a loro sconosciute non riescono a dargli valore. Il romanzo si apre proprio con una scena di denigrazione da parte del padre verso qualcosa a lui ignoto, (il libro di Julien,): sconosciuto in quanto mai presentato al padre dal figlio. Non c’è apertura o dialogo tra i due, non si spiegano, e si lasciano in un’atmosfera di indifferenza affettiva che nel finale si ritroverà durante la visita nel carcere. Julien durante tutto il percorso del romanzo non fa altro che cercare figure autoritarie che siano in grado di guidarlo nel mondo, ma ogni volta che le trova, non sapendo come comportarsi, le tratta malamente, le tradisce. Questo accade con M. de Renal e sua moglie, che sarà il suo grande amore, con M. De la Mole, anch’egli tradito nel momento in cui si instaura una relazione tra la figlia Matilde e Julien. I vari prelati poi che Julien sceglie come guide spirituali non vengono mai trattati con sincerità, anzi spesso vengono sfruttati per la loro posizione a favore del protagonista che cerca di elevare il suo status sociale. In questi comportamenti, sempre ampiamente ragionati e calcolati dal giovane seminarista, si nota un’incapacità di legami affettivi sinceri, quindi una falsità. Si potrebbe arrivare a dire che Julien recita, creando già un collegamento con Molière. Egli infatti nelle varie vicissitudini che incontra si cuce sempre addosso un ruolo da interpretare, e questo meccanismo viene reso evidente dall’autore nei passi in cui Julien, per impressionare la famiglia De Renal e il Vescovo, recita a memoria passi della Bibbia in latino, oppure quando ripete a M. De La Mole la prima pagina del giornale, come su un palcoscenico immaginario dove lui è il solo attore e tutti gli altri sono spettatori. Tutto questo Julien lo fa per essere accettato, come se le sue alte conoscenze facessero il pari con le sue basse origini.

In entrambi gli autori sono possibili dei collegamenti biografici che possono forse spiegare questo comportamento. Infatti paragonando le vite dei due si nota che sono rimasti orfani di madre durante l’infanzia e che i padri sono stati poco presenti nelle loro vite. Il padre di Molière si risposò e sfortuna vuole che anche la matrigna morisse, lasciando il piccolo commediografo più alle cure del nonno materno, che lo introdusse al mondo del teatro. Per Stendhal invece, la mancanza del padre fu dovuta a cause politiche che portarono all’imprigionamento di M. Beyle (ricordiamo che il vero nome di Stendhal è Henri Beyle) durante il Terrore, che portò all’affidamento dell’autore ad un precettore, l’Abate Raillane. Entrambi gli autori, poi, hanno viaggiato molto, instaurando rapporti con molte figure anche importanti e intrecciando relazioni amorose: Stendhal attraverso le varie campagne di guerra e Molière con la sua troupe itinerante, l’Illustrè Tèâtre, che permisero loro di trovare molti spunti per i loro scritti, come il soggiorno di Stendhal a Parma, dove trovò l’ambiente giusto per La Chartreuse de Parme, mentre per Molière si tratta più di uno studio del personaggio e delle sue caratteristiche, come ne Les Précieuses ridicole.

Le conclusioni alle quali però i due autori giungono sono ben diverse: se nelle commedie Molièriane il percorso porta a una guarigione o ad una volontà di reinnesto societario del maniaco[6], in Stendhal al protagonista non rimane altro che una vera prigione, non mentale, che lo accompagna alla morte.

Attraverso questa analisi si è voluto dare uno spunto per una discussione sull’argomento, non pretendendo affatto di aver esaurito il problema, in quanto ci rendiamo conto di sfociare spesso in un’analisi psicologica a distanza, campo che non ci compete, che però ci risulta utile per comprendere i due autori.



[1] F.Fiorentino, Il ridicolo nel teatro di Molière, Venezia , Piccola Biblioteca Einaudi, 1997.

[2] V. Brombert, Stendhal: romanzo e temi della libertà, Bologna, Il Mulino, 1994, trad. di Maria Luisa Bassi. Ed. Originale: Stendhal: Fiction And The Themes Of Freedom, NY, Random House, 1968.

[3] Molière, Dom Juan ou le Festin de pierre, atto IV, scena IV.

[4] F.Fiorentino, pag. 121 «La sfida tra i due fratelli sulla giustezza dei loro opposti metodi educativi, lanciata nelle prime due scene dell’atto I, ha un peso decisivo sull’azione drammatica […] Sarà questa rivalità a perderlo definitivamente. Il desiderio di vedere afflitto Ariste ».

[5] Da sottolineare che la rappresentazione di Tartuffe, avvenne per la prima volta nel 1664, in tre atti, ma fu subito attaccata dai “devoti” che costrinsero l’autore ad un processo lungo 5 anni. Il 5 Febbraio del 1669, ricevette l’autorizzazione dal Re per la rappresentazione della versione definitiva in cinque atti.

[6] Cnf. Molière, Le Misantrophe, atto V, scena IV, Philinte «Andiamo, mia signora, e usiamo ogni maniera per spezzare l’intento che il suo cuor si propone».

 

Questo articolo è stato pubblicato alla fine di Giugno 2008 su "Il Pensiero Secondo", rivista culturale degli studenti di Lettere e Filosofia di Firenze. Per info lasciate un commento!!!

March 29

A Te

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me 
A te che hai reso la mia vita bella da morire,
Che riesci a render la fatica un' immenso piacere, 
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande, 
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più, 
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, 
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore, 
A te che sei, semplicemente sei,
Sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei... 
E a te che sei, semplicemente sei,
Compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
January 28

La Rosa Bianca

Parrocchia S. Maria a Fibbiana  &  Circolo MCL Pio XII
 
Presentano
 
LA ROSA BIANCA
volti di un'amicizia
 
 

"Tra il 1942 e il 1943 alcuni studenti della facoltà di medicina di Monaco distribuiscono volantini firmati «Rosa Bianca» che incitano alla resistenza contro Hitler e chiedono libertà per il popolo tedesco. Perché rischiano la vita? Che cosa li unisce? Da dove nasce in loro il coraggio e il giudizio? La «Rosa Bianca» non è innanzi tutto un gruppo di resistenza, quanto piuttosto un gruppo di persone unite da una profonda amicizia."

 

 

20060502124651_rosa bianca 

Venerdì 8 Febbraio ore 21.15

Introduzione alla mostra con

Don Andrea Bellandi,

Preside della Facoltà Teologica di Firenze 

 

locandina_la rosa biancaBIG

Martedì 19 Febbraio ore 21.15

Proiezione del Film

"La Rosa Bianca"

Regia di Marc Rothemund

 

La mostra sarà esposta dall' 8 al 19 Febbraio presso i locali del Circolo, dove si svolgeranno gli incontri.

Il sabato e la domenica possibilità di visite guidate per gruppi con orario 10-12 / 16-19.

 

 

 
Le date delle nostre esibizioni!

Video

 
(o quasi...)
Quelli importanti (aspettando i miei)
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Tutti quelli che hanno avuto e hanno un'importanza speciale...